Vuoi scoprire di più sulla Riflessologia Plantare per capire a quali organi, muscoli, funzioni vitali sono collegati gli specifici punti dolenti?
Sei nel posto giusto!
In questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie per scoprire di più sulla Riflessologia Plantare e punti dolenti.
Iniziando dalle mappe della Riflessologia Plantare per passare, poi, ad alcune tecniche di digitopressione che ti permetteranno di realizzare un piccolo auto-trattamento di Riflessologia Plantare e punti dolenti.
Ma ricorda di leggere con attenzione la parte conclusiva dell’articolo, nella quale troverai delle indicazioni importantissime sull’efficacia di questa meravigliosa disciplina olistica.
Mappe e punti dolenti per la Riflessologia Plantare
Le mappe della Riflessologia Plantare sono uno strumento incredibilmente affascinante ma, al tempo stesso, estremamente complesso. Una vera e propria cartina geografica. Una guida essenziale per tutti i riflessologi e i trattamenti di Riflessologia Plantare.
Una mappa in grado di trasportarci tra dolori e disturbi di mente e spirito. Un’infallibile guida nella prevenzione, riduzione e cura di una vastissima gamma di problematiche psico-fisiche.
Il miglior modo per iniziare a fare esperienza diretta di Riflessologia Plantare e punti dolenti.

Tecniche essenziali di digitopressione
Dopo aver visto le mappe della Riflessologia Plantare, un vero e proprio labirinto di punti e zone riflesse, andiamo alla scoperta delle tecniche di digitopressione.
Strumento primario grazie al quale un riflessologo riesce ad agire sul piede, per trattare e risanare le disfunzioni di anima, corpo e spirito.
Ecco, quindi, due tecniche basilari di digitopressione.
Va tenuto sempre a mente che la vera Riflessologia Plantare, realizzata in modo professionale, dev’essere svolta da un riflessologo competente. Onde evitare complicazioni indesiderate a causa dell’impreparazione e dell’errata tecnica di stimolazione del piede.
Queste due metodologie di digitopressione di base possono essere utilizzate per iniziare ad addentrarsi e comprendere maggiormente la Riflessologia Plantare e punti dolenti.

- Pressione statica su un punto designato:
Molto semplice e basilare. Una volta individuato il punto preciso basterà tenere premuto, utilizzando la parte alta del polpastrello del pollice (quella più vicino all’unghia). È importante imprimere il tocco con una buona intensità di pressione, così da permettere al pollice di andare a toccare e stimolare correttamente il punto. Mantenendo il contatto per circa 30 secondi si inizierà subito a sentire la vitalità del punto e dell’organo premuto, riuscendo a percepire anche delle pulsazioni. Sarà quindi possibile proseguire, ripetendo la procedura su tutti i punti interessati.

- Stimolazione circolare:
Avete presente quel massaggio alle tempie che viene fatto nei film per alleviare il mal di testa? Ecco, quello è il movimento circolare. Anche in questo caso, una volta raggiunto il punto di interesse sulla pianta del piede, sarà sufficiente effettuare questo movimento in senso orario, imprimendo sufficiente pressione. Tramite il polpastrello, con il movimento dell’articolazione del pollice, basterà realizzare un continuo moto circolatorio rimanendo fissi sul punto e senza staccare il dito dalla pianta del piede.
Auto-trattamento di Riflessologia Plantare e punti dolenti
È possibile procedere ad un auto-trattamento per scoprire i punti dolenti con la Riflessologia Plantare?
Certamente.

Grazie alle mappe della Riflessologia Plantare e le tecniche base di digitopressione sopra descritte, è possibile andare ad indagare, facendo esperienza diretta su Riflessologia Plantare e punti dolenti.
Mettiamoci seduti in posizione comoda e rilassata, ancora meglio se in una stanza a temperatura gradevole, con luci calde e non troppo forti.
Appoggia il piede (destro o sinistro, come preferisci) sul ginocchio della gamba opposta, così da raggiungere la pianta con entrambe le mani.
Utilizza dell’olio neutro o aromatizzato per rendere il tutto più piacevole e fluidificare lo sfregamento del pollice sul piede.
Inizia a riscaldare la pianta del piede con movimenti calmi, rilassanti, senza imprimere eccessiva pressione, coinvolgendo tutto il piede. Dall’alto verso il basso, da sinistra a destra e così via. Sfregando la mano sul palmo, massaggiando i lati del piede, eseguendo cerchi più ampi.
Una volta riscaldata la superficie, puoi passare alla digitopressione vera e propria. Tramite la pressione statica (consigliata) o quella circolare.
Cerchiamo di proseguire per circa 6 minuti, andando a toccare tutti i punti di maggior interesse, ponendo particolare attenzione alle sensazioni provate. Se un punto risulta particolarmente fastidioso, è possibile che ci sia qualche problematica sul suo organo riflesso. Di conseguenza, seguendo una linea verticale immaginaria che attraversa il piede sul lato lungo (dall’alto al basso), sarà sufficiente premere sopra o sotto il punto dolente, per trovare altri punti fastidiosi. Tale fenomeno è spiegato dalla terapia zonale. La quale indica l’esistenza di cinque linee immaginarie verticali che collegano tutti gli organi ed i rispettivi punti riflessi.
Con queste prime esperienze di riflessologia sarà possibile intervenire e sentire dei miglioramenti reali (più o meno consistenti), su alcuni disturbi. Come ad esempio, per chi ha problemi di raffreddore o sinusite, sarà sufficiente andare a stimolare la zona dei polmoni (la zona esterna della pianta del piede, leggermente sotto le dita) e quella dei seni nasali (punte delle dita del piede, escluso il pollice), per apprezzare fin da subito una respirazione più fluida e libera.
Controindicazioni dell’auto-trattamento
Ma quindi, è così semplice eseguire correttamente la Riflessologia Plantare, per provare i suoi infiniti effetti benefici?
Ovviamente no, la tecnica di riflessologia richiede un’intensa preparazione tecnica e teorica, a cui vanno aggiunte moltissime ore di pratica per affinare la manualità. Non è così semplice riuscire ad individuare i punti, sapere come stimolarli, riconoscere i disturbi per delineare il miglior percorso e procedimento. Dunque, tutta una serie di componenti, tra cui anche le strategie di rilassamento del piede, che non possono essere imparate e auto-eseguite in poche ore.
Tuttavia, fare un auto-trattamento può essere un ottimo metodo per iniziare a conoscere e scoprire di più la Riflessologia Plantare e punti dolenti. Sarà possibile esplorare lo stupendo paesaggio che il nostro piede rappresenta, con i suoi avvallamenti, meridiani e punti riflessi.
Paesaggi meravigliosi, che se esplorati con la riflessologia porteranno un immediato e benefico rilassamento su mente, corpo e spirito.
Andremo così ad immergerci in luoghi che ci possono dare sensazioni diverse: più o meno piacevoli, dolorose, pungenti, ma anche molto gradevoli.
Rilassandosi e godendosi in prima persona l’auto-trattamento si può iniziare a comprendere la grandezza e la forza della riflessologia. Un rimedio naturale ber il benessere di anima, corpo e spirito.
In primis perché le conoscenze, la tecnica e la pratica giocano un ruolo fondamentale nella riflessologia. Anche solo l’intensità della pressione del pollice sul piede, può incidere sul successo del trattamento. Infatti dando poca pressione, potrebbe non sentirsi alcun beneficio. Mentre con troppa pressione si può causare dolore.

In secondo luogo, un auto-trattamento di Riflessologia Plantare e punti dolenti, non avrà mai lo stesso effetto rilassante di una seduta professionale realizzata su un comodo lettino, avvolti e coccolati dall’ambiente caldo e rilassante.
Giustamente, concentrandosi sui punti e sul movimento, durante un auto-trattamento, si perde buona parte dell’effetto rilassante, che viene invece maggiormente apprezzato su un trattamento realizzato da terzi. In questa visione, l’importanza del riflessologo (oltre ad una maggior carica rilassante), si ritrova nelle sue competenze e capacità. Dalle conoscenze sull’anatomia umana, passando per il collocamento dei meridiani e dei chakra. In modo da poter procedere con una sapiente lettura, atta a sviluppare il percorso adeguato per ogni singola patologia
Terzo motivo: il coinvolgimento emotivo, ormonale ed energetico che si sviluppa con il contatto tra riflessologo e cliente. Una sorta di effetto placebo. Come se fosse una piccola seduta dal terapeuta. Un luogo sicuro, rilassante, all’interno del quale troverai, il riflessologo, un esperto pronto ad ascoltarti, prendersi cura di te, aiutarti. Grazie a questo contatto e coinvolgimento emotivo, sentirai un effetto positivo neurofisiologico certificato e benefico per la tua salute.
In questo caso, la base scientifica si trova nella costante necessità di socialità e contatto umano di cui tutti noi abbiamo bisogno. Una mancanza di socializzazione che nel biennio covid ha raggiunto livelli mai visti prima. Una condizione molto pesante per i bambini, ma anche negli adulti, che riporterà degli effetti negativi perdurando negli anni a venire.
Durante un trattamento di riflessologia sarà dunque possibile percepire questo importante effetto benefico e naturale sulla riduzione di stress e ansia.



